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L’importanza nella scelta dell’intermediario per i tuoi investimenti

intermediario

L’attenzione ai costi dei tuoi investimenti è uno degli aspetti che ne determinano i risultati. Quando compongo un portafoglio di strumenti finanziari, oltre ad avere cura che sia coerente con i tuoi bisogni e obiettivi di vita, scelgo strumenti con un rapporto costo/rendimento che sia il più efficiente possibile. Generalmente, ciò significa che utilizzo strumenti a basso costo come ETF, ETC, ETN, qualche singolo titolo (azione o obbligazione) e con qualche investment certificate, preferendoli ai fondi comuni, che presentano costi molto più elevati, purtroppo molto spesso senza apportare concreti benefici.

Non disdegno a priori l’uso dei fondi comuni, ma valuto attentamente la convenienza di ogni singolo strumento, selezionando solo alcune eccellenze. Questa attività porta un forte beneficio al portafoglio in termini di importante (a volte massiccia) riduzione dei suoi costi di gestione.

Dato per assodato questo preliminare lavoro di efficientamento, oggi vorrei soffermarmi su un altro aspetto importante che molti tendono a considerare marginale, ma che invece non lo è per nulla. Mi riferisco ai
costi operativi applicati dal proprio intermediario.

I costi operativi degli intermediari

Cosa sono questi costi operativi? Si tratta dei costi applicati dal proprio intermediario, che sia una banca, una SIM o le Poste, per ogni operazione di acquisto o vendita degli strumenti che compongono il tuo portafoglio. Questi costi possono arrivare a cifre importanti, che molto spesso pesano maggiormente nei portafogli di dimensioni più contenute.

In genere vengono addebitati quando si acquistano strumenti del risparmio amministrato (quindi ETF, ETC, ETN, azioni, obbligazioni, investment certificates) e sono concentrati in particolar modo nella fase iniziale di creazione del portafoglio, in cui vi sono più operazioni che vengono effettuate contemporaneamente, per ridursi di numero nel tempo, alle successive operazioni di variazione dello stesso o a fronte di operazioni di investimento di nuovi apporti.

La gestione di un portafoglio investimenti dedicato ai propri bisogni e obiettivi ha di norma un numero di operazioni relativamente limitato nel tempo. Non è un’attività di trading in cui vi sono continue operazioni di compravendita; tuttavia, l’attenzione ai costi operativi è comunque uno degli aspetti nella sua gestione che non vanno trascurati.

Di norma se utilizzi per i tuoi investimenti strumenti di risparmio gestito, quali sono i fondi comuni di investimento, l’intermediario non addebita commissioni di acquisto o vendita, o se le applica sono di importo contenuto. Attenzione però, perché ti possono tuttavia essere applicate commissioni di entrata o di uscita (la cui entità è spesso a discrezione dell’intermediario), in misura percentuale sul valore investito, in molti casi molto più onerose.

In ogni caso, poche o tante che siano le operazioni da fare, ciò che consiglio sempre ai miei clienti è di verificare a priori quali condizioni applica il loro intermediario, così da permettergli di decidere se utilizzarlo per i propri investimenti e proponendo alternative più efficienti qualora ve ne sia la necessità.

Costi operativi: quali sono e come possono presentarsi

Sappi innanzitutto che possono essere molto differenti da un intermediario all’altro, sia in termini di costi addebitati, sia nella modalità in cui vengono espressi.

Ad esempio, vi sono intermediari che praticano una commissione in percentuale sul valore dell’investimento (a puro titolo di esempio dallo 0,05% allo 0,50%), a cui poi possono sommare anche ulteriori spese fisse e/o commissioni di servizio per ogni singola operazione.

Altri ancora applicano un costo fisso per operazione, variabile in base al valore del portafoglio (generalmente più alto nei portafogli più piccoli).

C’è chi applica una percentuale annua fissa sul valore investito all-in, per cui per le singole operazioni non vi è alcun addebito. La percentuale fissa, tuttavia, va riconosciuta sia che si facciano operazioni, sia che non se ne facciano.

Vi sono poi alcuni intermediari che applicano un costo fisso per operazione di pochi euro e che per molti strumenti finanziari non applicano alcuna commissione.

Capisco che non sia facile districarsi tra le diverse proposte e che la scelta possa non essere semplice.
Capisco anche che visti in percentuale, i costi delle commissioni possano sembrare irrisori e questione di poco conto, ma se fai due calcoli, ti puoi rendere conto che invece certe condizioni possono essere davvero molto esose.

Un esempio pratico che vale più di molte parole

Un esempio pratico può rendere l’idea. Ad un acquisto presso Poste di €50.000 in BTP, viene applicata una commissione dello 0,35%, che equivale ad un costo di €.175 (da Scheda Condizioni Economiche – Ed. Maggio 2024 di Poste Italiane).
Il medesimo acquisto effettuato presso Directa Sim può essere effettuato ad un costo di €.5, con un risparmio di ben €.170!

Questo esempio non è ovviamente finalizzato a sponsorizzare un intermediario piuttosto di un altro.
Il suo unico scopo è di evidenziare quanto anche la scelta dell’intermediario non sia secondaria e di poco conto.

Altro aspetto da considerare per la scelta dell’intermediario:

Altro punto importante a cui ti consiglio di prestare attenzione in questa scelta è considerare che più di qualche intermediario impone limiti operativi, impedendo l’accesso a diverse categorie di strumenti (ad esempio alcuni non permettono l’acquisto di investment certificates o di strumenti che replicano cripto valute o che hanno come sottostanti obbligazioni subordinate bancarie).

Alcuni consigli…

Supporto sempre i miei clienti in queste scelte e li affianco nell’istruzione sulle modalità di utilizzo dell’intermediario scelto per le loro operazioni di investimento, se necessario.
Riporto comunque qui alcuni consigli che penso possano essere utili a chiunque.

  • A prescindere dall’intermediario che scegli, ti suggerisco di mantenere i tuoi investimenti in un conto separato dal tuo conto corrente abituale. In questo modo riesci ad avere una visione più chiara dell’andamento dei tuoi investimenti.
  • Se il tuo intermediario applica delle commissioni in misura percentuale sul valore delle operazioni di acquisto e vendita di strumenti finanziari, ti consiglio vivamente di cercare di accordare un valore massimo applicabile per te accettabile (cap). Probabilmente ti sarà proposto (imposto) anche un valore minimo (floor), ma in questo modo almeno limiti i potenziali costi operativi.
  • Se non ti è chiaro quali condizioni ti vengono applicate dal tuo intermediario, non avere timore di chiedergliele. Ti suggerisco di pretendere un documento scritto (va bene anche una mail) in cui vengano riepilogate tutte in modo chiaro e dettagliato. Questo ti permetterà sia di controllare se quanto indicato viene rispettato, sia di compararlo con offerte di altri.

In conclusione

Spero che questo articolo ti sia stato utile e che ti abbia aiutato a mettere a fuoco aspetti se vogliamo secondari nella gestione del tuo risparmio, che tuttavia hanno un’importanza tutt’altro che trascurabile e
che non possono non essere considerati in un’ottica di rendere efficienti i tuoi investimenti.

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