BLOG

Donne e soldi: perché è un tema che mi sta a cuore

Donna con il bambino in braccio osserva grafici e documenti finanziari mentre il marito le mostra le carte: donne e soldi, la gestione del patrimonio in famiglia

Nei miei articoli ho trattato molti temi, ho parlato di mercati, tassi, strategie di investimento e molto altro

Oggi vorrei parlare di un tema diverso, ma molto importante e che mi sta particolarmente a cuore: il rapporto tra le donne e il proprio patrimonio, frutto di lavoro, di sacrifici, talvolta di scelte difficili, ma che molto spesso non viene curato come dovrebbe o non viene proprio gestito.

Ma prima di continuare con l’articolo lascia che mi presenti:

Sono Linda Leodari, consulente finanziario indipendente fee-only, con studio a Malo (Vicenza) e clienti in tutta Italia.

Nella mia attività incontro ogni settimana famiglie diverse, e il tema di oggi è uno di quelli che mi sta più a cuore. Non vendo prodotti finanziari: aiuto le persone e qui in particolare le donne che mi leggono, a prendere decisioni più consapevoli sul proprio patrimonio, con un metodo trasparente, senza conflitti di interesse.

Torniamo a noi..

Devi sapere che dietro ogni discorso su donne e soldi c’è quasi sempre la stessa domanda di fondo, ovvero:

chi decide, davvero, cosa succede ai risparmi di una famiglia?

Non è un argomento astratto, perchè nella mia attività di consulente finanziario autonomo incontro ogni settimana famiglie diverse, e una cosa la noto spesso: in molte coppie, giovani e meno giovani, è ancora l’uomo a occuparsi quasi da solo degli investimenti, dei conti, delle scelte previdenziali.

La donna, magari, firma i documenti, ma non partecipa davvero alle decisioni, e non per mancanza di capacità, ma perché nel tempo si è creata questa abitudine.

Il problema è che nella vita, prima o poi, gli equilibri possono cambiare. All’improvviso, ci si può ritrovare a dover gestire da soli un patrimonio che fino al giorno prima sembrava “cosa dell’altro”.

Le 3 situazioni più frequenti che vedo nel mio studio sono:

  1. una separazione, che interrompe da un giorno all’altro una gestione condivisa (o delegata) del denaro;
  2. una vedovanza, che lascia improvvisamente sole di fronte a conti, polizze e scelte mai affrontate prima;
  3. una malattia grave del partner, che rende impossibile, magari per mesi, avere qualcuno a cui chiedere anche le informazioni più semplici.

E gestire il patrimonio senza esperienza, proprio in un momento già difficile dal punto di vista emotivo, è molto più complicato.

Inoltre, anche in un rapporto che va a gonfie vele non si dovrebbe dare per scontato che le scelte del partner, per quanto ci voglia bene, siano sempre adatte a noi.

Il nostro risparmio dovrebbe meritare la nostra attenzione e non dovremmo accontentarci che qualcun altro scelga per noi, senza nemmeno interessarci di cosa sia stato deciso.

Vale la pena parlarne apertamente, perché la gestione del denaro in coppia dice molto anche sull’equilibrio della relazione.

Un esempio concreto: il caso di Daniela

Mi viene in mente il caso di una cliente che chiamerò Daniela (nome di fantasia, per rispetto della sua privacy).
Daniela ha 58 anni, e per tutta la vita il marito si è occupato degli investimenti di famiglia: conti, fondi, la casa, l’assicurazione.

Lei però sapeva che “c’erano dei soldi da parte”, ma non sapeva bene dove, quanto, e soprattutto perché fossero investiti in un certo modo.

Poi il marito ha avuto un grave problema di salute, un infortunio serio che lo ha lasciato per mesi incapace di occuparsi di qualsiasi cosa e di comunicare in modo chiaro.

Non c’è stato il tempo, né la possibilità, per lui di sedersi con Daniela e spiegarle come erano organizzati i conti, cosa fare con le polizze, e a chi rivolgersi.

Daniela si è trovata da un giorno all’altro a dover prendere decisioni completamente da sola, senza nessuno che potesse spiegarglielo, dovendo:

  • capire cosa c’era davvero nei conti correnti e negli investimenti;
  • capire come funzionavano le polizze già attive;
  • capire quando sarebbe arrivata la pensione e a quanto ammontava.

Il periodo, già pesantissimo dal punto di vista personale ed emotivo, è stato reso ancora più difficile dalla sensazione di muoversi al buio, senza il suo abituale punto di riferimento a cui poter fare le domande più semplici.

Da quel momento Daniela ha deciso di cambiare approccio, iniziando a farsi spiegare ogni scelta, a partecipare agli incontri di consulenza, a capire davvero come era investito il suo patrimonio.

Oggi, anni dopo, gestisce le proprie finanze con molta più sicurezza. ATTENZIONE che non è diventata un’esperta di mercati finanziari, ma ha imparato a fare le domande giuste e a non delegare in bianco le decisioni che riguardano il suo futuro e quello della sua famiglia.

Una situazione diversa, ma altrettanto delicata, è quella delle coppie di fatto: se non siete sposati, in caso di separazione o lutto i rischi legali sono diversi da quelli di una coppia sposata, ed è bene conoscerli.

Ne parlo nell’articolo:

Convivere sì, ma a che prezzo? I rischi legali delle coppie di fatto in Italia

Donne e Finanza: 2 atteggiamenti che vedo spesso

Nella mia professione ho a che fare con diversi tipi di persone e ho imparato a riconoscere alcuni atteggiamenti che si ripetono spesso nelle donne, frenandole dal prendere in mano il proprio patrimonio.

1- Chi trova il denaro noioso

C’è chi, semplicemente, odia pensare al denaro e a come gestirlo. Lo considera un argomento pesante, quasi fastidioso e noioso, a cui non vorrebbe mai dover dedicare tempo.

Ed è comprensibile perchè è molto più stimolante dedicarsi ai propri hobby, alle passioni, alla famiglia, piuttosto che leggere un estratto conto o capire come funziona uno strumento finanziario o un fondo pensione.

Il problema è che questo disinteresse, con il tempo, si traduce in scelte prese di fretta, o peggio, mai prese:

  • soldi lasciati fermi sul conto corrente, che nel tempo perdono valore reale a causa dell’inflazione;
  • polizze sottoscritte anni prima e mai più riviste;
  • occasioni perse semplicemente perché non si è mai trovato il momento (o la voglia) di guardarle con attenzione.

2- Chi ha paura dei mercati

C’è poi chi ha un rapporto quasi di timore con il mondo della finanza, perchè è convinta che investire i propri risparmi nei mercati finanziari significhi rischiare di perderli tutti da un giorno all’altro.

Questa paura, spesso, non nasce da un’esperienza diretta negativa, ma da un’idea generica, tramandata dalla famiglia di origine, da amici o letta qua e là.

E la cosa che colpisce di più è che, a volte, questo tipo di persona non vuole nemmeno mettere in discussione questa sua convinzione, verificando se sia davvero fondata, ma preferisce evitare l’argomento piuttosto che informarsi e scoprire se, magari con le giuste cautele, potrebbe valere la pena cambiare qualcosa.

In entrambi i casi il risultato è simile: il patrimonio resta fermo, gestito con superficialità o lasciato completamente in mano a qualcun altro, e le opportunità per farlo crescere, o anche solo per proteggerlo davvero, vengono perse.

Consulente finanziaria indipendente spiega grafici e report a un cliente durante un incontro di pianificazione patrimoniale

Alfabetizzazione Finanziaria: Perché il tema riguarda in modo particolare le donne

Ci sono alcuni motivi ( ti scrivo i 3 principali ) molto concreti per cui la consapevolezza finanziaria o, se vogliamo usare un termine più tecnico, l’alfabetizzazione finanziaria è importante soprattutto per le donne:

  1. Speranza di vita più lunga. In media le donne vivono più a lungo degli uomini. Questo significa, molto semplicemente, più anni da gestire da sole dal punto di vista economico.
  2. Carriere con più interruzioni. Maternità, cura di figli o genitori anziani portano spesso a periodi di lavoro part-time o a pause dal lavoro. Questo si traduce, nel tempo, in stipendi più bassi e in una pensione futura più bassa.
  3. Meno abitudine a investire. Non per mancanza di capacità, ma per abitudine culturale, molte donne si sentono meno sicure nel parlare di investimenti, e per questo tendono a lasciare la gestione del patrimonio al marito, al compagno… ad altri.

Nessuno di questi punti è un destino: sono semplicemente ragioni estremamente valide per cui vale la pena fermarsi e chiedersi finalmente cosa possa comportare questo comportamento di scelte mancate, di rimandi continui, di guardare altrove e quanto ciò possa costarci, un domani.

Ecco da dove cominciare

Non serve diventare esperte di finanza per avere un rapporto più sano con i propri soldi, ma bastano alcuni passi semplici, ma fatti con costanza.

Vediamone alcuni:

  1. Sapere cosa si ha. Fare, anche solo su un foglio, un elenco di conti, investimenti, polizze e fondo pensione. Sembra banale, ma tantissime persone non l’hanno mai fatto. Se vuoi un metodo più strutturato, ho scritto una guida completa su come fare un piano finanziario personale.
  2. Partecipare alle decisioni di famiglia. Se in coppia è sempre stato l’altro a occuparsi degli investimenti, iniziare a farsi coinvolgere negli incontri con il consulente di famiglia, facendo tutte le domande necessarie, anche quelle che sembrano scontate o banali, senza timore di essere giudicate incapaci o peggio, stupide.
  3. Pensare alla propria pensione fin da giovani. Anche piccoli versamenti in un fondo pensione, avviati presto, possono fare una grande differenza nel tempo, soprattutto per chi prevede periodi di lavoro part-time o pause dal lavoro negli anni.
  4. Non aspettare un momento di crisi per informarsi. Meglio capire come funziona la gestione del proprio patrimonio quando si può farlo con calma, non quando ci si trova costrette a farlo per un lutto o una separazione.

Sono passi piccoli, ma è proprio da qui che parte un rapporto diverso e più consapevole tra donne e soldi.

Un percorso, non un’emergenza

La consapevolezza finanziaria si costruisce un passo alla volta. Non serve partire da zero e diventare “esperte”, basta iniziare a fare domande e a prendere parte alle scelte che riguardano il proprio futuro.

Con il tempo, questo porta a maggiore serenità e a maggiore libertà di decidere, qualunque cosa la vita ti porti.

E in questo percorso, farsi affiancare da chi può guidarti con calma, senza fretta e senza interessi di parte, fa una grande differenza.

Domande frequenti su donne e soldi

Cos’è l’indipendenza economica e come si può raggiungere?

Significa avere la capacità di mantenersi e di decidere in autonomia sul proprio denaro, senza dipendere completamente da un’altra persona. Si costruisce con passi concreti: sapere cosa si possiede, partecipare alle decisioni finanziarie di famiglia e, quando serve, farsi accompagnare da un consulente indipendente per capire davvero la propria situazione.

Come gestire i soldi quando si è in coppia?

Il modo più sano è che entrambi i partner conoscano la situazione patrimoniale complessiva, anche se uno dei due si occupa materialmente della gestione. Partecipare agli incontri con il consulente di famiglia, fare domande e capire le scelte prese è già un ottimo punto di partenza.

Quanto contano davvero i soldi in una coppia?

Più di quanto si pensi, non tanto per l’importo quanto per la trasparenza: sapere come vengono gestiti i risparmi comuni riduce tensioni e evita che, in caso di separazione o lutto, uno dei due si trovi improvvisamente a dover gestire tutto senza alcuna base.

Perché le donne guadagnano (e spesso investono) meno degli uomini?

Le cause principali sono le carriere più spesso interrotte da maternità o cura della famiglia, periodi di part-time e, in generale, una minore abitudine culturale a occuparsi di investimenti non certo per mancanza di capacità.

Da quando le donne in Italia possono gestire da sole i propri conti?

È un’autonomia relativamente recente: l’obbligo dell’autorizzazione del marito per molte scelte economiche è stato abolito nel 1919, e la piena parità tra coniugi è arrivata solo con la riforma del diritto di famiglia del 1975. Anche per questo, culturalmente, molte donne hanno ereditato l’abitudine a lasciare le decisioni economiche all’uomo di famiglia.

Come si fa ad avere un buon rapporto con i soldi?

Iniziando a guardarli con curiosità invece che con fastidio o timore: fare il punto su cosa si ha, farsi spiegare ciò che non è chiaro e prendere parte alle scelte, anche piccole, che riguardano il proprio futuro.

Perché farsi affiancare da un consulente finanziario indipendente

Tornando al filo di questo articolo, donne e soldi è un binomio che funziona meglio quando c’è qualcuno che aiuta a fare chiarezza, senza secondi fini.

È esattamente il motivo per cui lavoro come consulente finanziario indipendente fee-only: sono remunerata solo dai miei clienti, non vendo prodotti finanziari e non ho alcun conflitto di interesse con banche o reti, e il tuo patrimonio resta sempre presso la tua banca, aiutandoti a leggerlo e a gestirlo con più consapevolezza.

Consulente indipendente Fee Only: Il mio metodo di lavoro e il suo percorso in 5 fasi

  1. Mappatura della situazione patrimoniale: proprio come il primo passo di cui parlavo sopra (“sapere cosa si ha”)
  2. Analisi delle criticità previdenziali, assicurative e bancarie
  3. Definizione degli obiettivi
  4. Costruzione di una strategia personalizzata
  5. Monitoraggio nel tempo

E’ fondamentale che tu sappia che non è un percorso riservato a chi ha già un grande patrimonio o competenze finanziarie, ma è pensato proprio per chi, come Daniela prima del suo cambio di approccio, non ha mai avuto l’occasione di guardare con chiarezza alla propria situazione.

Non serve aspettare una separazione, un lutto o un imprevisto per iniziare a occuparti dei tuoi soldi: puoi farlo oggi, con calma. Se in questo articolo ti sei riconosciuta anche solo in parte — nella storia di Daniela, nella paura dei mercati, nella sensazione di non sapere bene cosa succede al tuo patrimonio — il primo passo è più semplice di quanto pensi: bastano poche righe o una telefonata. Trovi tutti i miei contatti qui a fianco, sarò felice di risponderti.

Se invece vuoi solo restare aggiornata sui miei approfondimenti su donne e soldi, investimenti e pianificazione finanziaria, mi trovi anche su Facebook, LinkedIn e Instagram.


Ti serve una consulenza?

Contattami e chiedi informazioni, sarò lieta di rispondere ai tuoi quesiti finanziari.