Negli ultimi giorni le tensioni geopolitiche in Medio Oriente sono tornate al centro dell’attenzione dei mercati finanziari con lo scoppio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, che sta coinvolgendo diversi paesi nell’area.
I timori per le conseguenze sul sistema energetico globale stanno alimentando molte domande tra gli investitori, che si chiedono come gestire il proprio portafoglio in questa fase.
Di recente ho affrontato proprio questo tema in un’intervista a Plus24 – Il Sole 24 Ore, dove ho analizzato quale dovrebbe essere l’approccio di un investitore di fronte a uno scenario di guerra e a mercati finanziari sempre più volatili.
In questa intervista approfondisco proprio questi aspetti, spiegando come gestire gli investimenti in un contesto di forte incertezza geopolitica:
👉 https://www.youtube.com/watch?v=XyHirOGoAS4
Intervento realizzato all’interno della trasmissione Plus24 de Il Sole 24 Ore.
In questo articolo voglio approfondire alcune delle riflessioni che ho condiviso in quell’occasione.
La prima regola: non farsi prendere dal panico
La prima cosa che dico sempre ai miei clienti è molto semplice: non prendere decisioni dettate dal panico.
I mercati finanziari hanno sempre reagito alle crisi geopolitiche con momenti di forte volatilità. Tuttavia, un portafoglio di lungo termine costruito correttamente dovrebbe essere progettato proprio per affrontare fasi di questo tipo.
Nel mio approccio di consulenza finanziaria cerco sempre di preparare i portafogli di lungo termine anche per gestire momenti di tensione sui mercati, mantenendo la flessibilità necessaria per cogliere eventuali opportunità.
Vendere tutto o restare investiti?
È una delle domande che ricevo più spesso quando i mercati diventano instabili.
Molti investitori pensano che la scelta più prudente sia uscire completamente dal mercato. In realtà questa decisione può rivelarsi controproducente.
Nel mio metodo di gestione preferisco mantenere una quota di liquidità in strumenti prudenti, che può essere utilizzata per mediare le posizioni azionarie nei momenti di forte ribasso.
Questo approccio consente di evitare vendite impulsive e di non trasformare una volatilità temporanea in una perdita definitiva.
Va inoltre considerato anche l’aspetto fiscale: uscire e rientrare continuamente dal mercato può generare costi e tassazione, nel caso si abbiano delle plusvalenze (oggi pari al 26%).

Quando può avere senso investire durante i ribassi
Non tutti i ribassi rappresentano automaticamente un’opportunità di acquisto.
Personalmente suggerisco di valutare eventuali ingressi graduali solo in presenza di cali significativi, ad esempio superiori al 10-15%.
In questo momento preferisco mantenere un atteggiamento prudente e attendista, per comprendere meglio se ci troviamo di fronte a una crisi temporanea oppure a uno scenario più complesso destinato a durare nel tempo.
Le analogie con la guerra in Ucraina
Il paragone più immediato è quello con la guerra in Ucraina del 2022.
In quell’anno i mercati hanno vissuto due momenti distinti di tensione:
il primo shock legato allo scoppio del conflitto
una seconda fase di ribasso innescata dal rialzo dei tassi di interesse per combattere l’inflazione generata dalla precedente pandemia da Covid-19 e gonfiata dal conflitto.
Oggi il contesto è diverso: i tassi di interesse sono già più elevati rispetto a quel periodo. Questo potrebbe limitare alcuni effetti sui mercati, ma resta il rischio di cali sia sull’azionario che nell’obbligazionario, nel caso dal conflitto si generasse una pressione inflazionistica di lunga durata.
Il nodo energetico: Hormuz, gas e inflazione
Uno dei fattori più delicati riguarda il mercato energetico globale e le conseguenze che su di esso può portare questo nuovo conflitto.
Il blocco dello Stretto di Hormuz, da cui transita una quota significativa del petrolio mondiale, con il blocco di forniture di gas dal Qatar, sta portando a effetti immediati sui prezzi dell’energia, nell’aspettativa che questa situazione sia destinata a perdurare a lungo
Se infatti il conflitto dovesse protrarsi nel tempo, l’aumento del costo dell’energia potrebbe dare il via ad una nuova fase inflattiva su beni e servizi e ad un periodo di deflazione, con un calo della produzione economica e un aumento dell’inflazione.
Ad aggravare la situazione, che a questo punto sarebbe già molto difficile, in questo scenario di inflazione indotta da shock dell’offerta di materie prime energetiche, le banche centrali per calmierarla, potrebbero dover essere costrette ad un rialzo dei tassi di interesse, deprimendo ancor più lo scenario macroeconomico.
Quali strumenti possono funzionare meglio in questo contesto
In uno scenario di questo tipo, con inflazione in ritorno e con un potenziale aumento dei tassi di interesse, alcuni ambiti di investimento tenderebbero storicamente a comportarsi meglio di altri.
Tra quelli che considero più interessanti in questo contesto ci sono:
obbligazioni inflation-linked
obbligazioni a tasso variabile
oro, che continua a svolgere un ruolo di bene rifugio nei momenti di forte incertezza, nonostante in questi anni sia stato oggetto anche di molta speculazione
Al contrario, possono soffrire maggiormente:
obbligazioni a tasso fisso di lunga durata
titoli high yield, molto correlati all’azionario e rappresentativi del debito di aziende già fragili, che soffrirebbero particolarmente in questa fase
settori azionari più esposti a investimenti e indebitati, come le aziende tecnologiche, il settore immobiliare, il settore automobilistico, le infrastrutture e in generale tutte le aziende di dimensioni medio piccole.
La cosa più importante per un investitore
La storia dei mercati finanziari ci insegna che le crisi geopolitiche generano spesso forti reazioni emotive.
Il rischio principale per un investitore non è tanto la volatilità dei mercati, quanto le decisioni impulsive prese nei momenti di maggiore paura.
Per questo motivo ritengo fondamentale costruire portafogli pensati per affrontare diversi scenari economici e mantenere sempre una visione di lungo periodo.
Se vuoi capire come strutturare un portafoglio capace di affrontare anche momenti di forte instabilità dei mercati, puoi valutare una consulenza finanziaria personalizzata, costruita sulla base dei tuoi obiettivi e del tuo orizzonte temporale.
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