Quando la banca o la posta vi propone un investimento, è fondamentale che riusciate a comprendere bene se l’offerta sia adatta alle vostre esigenze. Anche senza essere esperti di finanza, potete arrivare a prendere decisioni informate seguendo i consigli di questo decalogo, una guida pratica per il risparmiatore per valutare le proposte di investimento.
1. Conoscere i vostri obiettivi finanziari
Il primo passo è avere chiari i vostri obiettivi. Quali sono i motivi per cui mettete da parte i vostri risparmi e volete farli crescere anziché spenderli? Definite a priori le vostre esigenze e i vostri obiettivi e cercate di assegnare a ognuno una scadenza, un valore e un ordine di priorità.
Gli obiettivi non sono tutti uguali. Alcuni possono essere solo dei sogni, altri punti di arrivo imprescindibili. Una volta individuato ciò che vorreste fare con i vostri risparmi nel tempo, siete in grado di stabilire l’orizzonte temporale di investimento per i vostri risparmi (ovvero per quanto tempo potete permettervi di mantenere investito il vostro denaro).
Dovreste definire inoltre se necessitate o meno che i vostri investimenti vi generino un reddito regolare o meno, o se abbiate solo l’esigenza di proteggere il vostro capitale.
Avere chiaro cosa vorreste ottenere dai vostri risparmi vi aiuterà a capire se l’investimento proposto possa essere in linea con le vostre necessità.
2. Conoscere qual è la vostra capacità di risparmio
Altro punto importante è che abbiate chiara la vostra capacità di risparmio annuale da destinare ai vostri investimenti. Gli apporti periodici al vostro piano finanziario contribuiranno nel tempo ad avvicinarvi alla realizzazione dei vostri obiettivi.
3. Condividere le vostre informazioni con l’intermediario
Condividete con il vostro consulente le informazioni che avete raccolto sui vostri obiettivi e la vostra capacità di risparmio, così, dopo aver stabilito la vostra propensione al rischio, esso possa formulare delle proposte coerenti con il vostro piano finanziario.
4.Chiedere come l’investimento si colloca nel vostro portafoglio
È importante chiedere al vostro consulente come l’investimento proposto si collochi all’interno del vostro portafoglio complessivo. Un portafoglio ben diversificato riduce i rischi, evitando di concentrarsi troppo su un singolo mercato o settore. Sono da evitare strumenti che siano troppo simili o correlati a quelli che già possedete. Chiedete al vostro consulente di darvi un’evidenza di come l’investimento proposto contribuisca a diversificare il portafoglio, riducendo il rischio complessivo, rispettando allo stesso tempo l’impostazione allineata ai vostri obiettivi e la vostra propensione al rischio.
Ricordate che in linea generale le risorse destinate a obiettivi lontani nel tempo (per lontani intendo tra 5-7 anni almeno) possono essere investite in prodotti azionari o con una componente azionarie importante. Per obiettivi con scadenze più vicine è opportuno spostarsi su strumenti obbligazionari o monetari. Starà al vostro consulente valutare l’adeguata diversificazione poi in termini di rischio e durate finanziarie per rispettare il profilo di rischio che avete sottoscritto attraverso il questionario di profilazione Mifid.
Non abbiate mai timore di fare domande o di farne troppe e non vergognatevene! Un buon consulente le accoglierà volentieri e sarà ben disposto a darvi tutte le risposte e le spiegazioni di cui necessitate.
5. Attenzione ai costi
Ogni investimento comporta dei costi. Spesso in banca e in posta posso essere consigliati fondi comuni di investimento a gestione attiva o polizze di investimento (unit linked, multiramo), che di norma presentano commissioni di ingresso, di gestione (talvolta anche di performance) e/o penali di uscita. Questi costi possono ridurre i vostri rendimenti in modo importante; quindi, è fondamentale chiedere al consulente di specificarveli tutti e valutare se sono giustificati rispetto ai potenziali benefici dello strumento proposto.
6. Confrontare le performance con un benchmark
Un modo efficace per valutare uno strumento di investimento è confrontarne le sue performance passate con il suo benchmark, ossia un indice di riferimento che rappresenta il mercato su cui il fondo investe (attenzione però che talvolta vi sono casi in cui il benchmark scelto dal fondo non è con esso coerente, per cui il confronto perde di significato). Se possibile, tuttavia, in caso di valutazione di un fondo comune a gestione attiva, l’opzione migliore è di confrontare il suo andamento con un ETF (Exchange Traded Fund), ovvero un fondo di investimento a gestione passiva, che replica lo stesso mercato, solitamente con costi decisamente molto più bassi.
Ad esempio, se vi viene proposto un fondo azionario statunitense, potete confrontare le sue performance con un ETF che replica l’indice S&P 500. Ricordate che i rendimenti presentati sono sempre al netto dei costi. Consiglio di osservare uno storico di almeno due-tre anni per capire come il fondo si è comportato rispetto al mercato. Questo confronto vi aiuta a valutare se la gestione attiva del fondo ha davvero aggiunto valore rispetto a un semplice ETF.
Evitate strumenti senza un benchmark o con uno storico limitato, poiché sono difficili da valutare e da comparare e spesso hanno costi elevati. Generalmente gli strumenti finanziari senza un benchmark di confronto sono i fondi comuni a gestione attiva flessibili, ma anche le unit linked spesso non dichiarano alcun indice di confronto.
7. Diffidare delle promesse di rendimenti elevati e garantiti
Le promesse di rendimenti elevati o garantiti dovrebbero farvi scattare un campanello d’allarme. In finanza, rendimenti alti sono quasi sempre legati a rischi elevati. Non esistono investimenti sicuri che offrono alti rendimenti senza rischi. Se qualcosa sembra troppo bello per essere vero, probabilmente non lo è.
8. Valutare la liquidità dell’investimento
La liquidità, ossia la facilità con cui puoi convertire l’investimento in denaro contante, è un altro fattore chiave. Alcuni investimenti, come i titoli di Stato, possono essere venduti facilmente, mentre altri, come gli immobili, potrebbero richiedere più tempo. Considerate quanto tempo potete permettervi di tenere bloccato il vostro capitale e se potreste avere bisogno di accedere ai fondi in tempi brevi.
9. Farsi sempre consegnare il KID
Richiedete sempre il KID (Key Information Document, ossia il Documento con Informazioni Chiave). Questo documento riassume in tre pagine tutte le informazioni principali sul prodotto finanziario in modo semplice e comprensibile.
Considerate che il KID si compone di diverse sezioni ed espone i dati in modo standardizzato così da agevolare le comparazioni tra strumenti.
Il KID è obbligatoriamente emesso dagli emittenti di prodotti d’investimento al dettaglio e assicurativo preassemblati (PRIIPs), che a loro volta si distinguono due categorie:
- Prodotti non a base assicurativa, come ad esempio,fondi comuni di investimento UCITS e alternativi (FIA), titoli cartolarizzati;strumenti derivati di qualsiasi tipo, obbligazioni strutturate e altri prodotti strutturati.
- Prodotti a base assicurativa, come ad esempio polizze vita unit e index-linked.
I punti focali del KID sono:
- Obiettivi e politica di investimento: Descrive i mercati e i settori a cui il prodotto è esposto e gli obiettivi che intende raggiungere.
- Profilo di rischio e rendimento: Indica il livello di rischio su una scala da 1 a 7, dove 1 rappresenta il rischio più basso.
- Costi: Fornisce una panoramica chiara dei costi associati, suddivisi in costi di ingresso, gestione e uscita.
- Performance passate: Mostra i rendimenti storici del prodotto, permettendoti di vedere come si è comportato in passato.
- Periodo di detenzione raccomandato: Consiglia quanto tempo dovresti mantenere l’investimento per ottenere i migliori risultati.
10. Chiedere una seconda opinione
Prima di prendere una decisione definitiva, se potete, può essere utile confrontare la proposta con altre offerte o consultare un consulente finanziario indipendente. Questo professionista lavora esclusivamente nel vostro interesse e non ha conflitti di interesse con voi, a differenza dei consulenti che potrebbero essere legati alla banca, alla posta o ad altri intermediari. Una seconda opinione può darvi una visione più obiettiva e aiutarvi a prendere una decisione più ponderata.
Questa guida pratica per il risparmiatore è un primo passo per prendere decisione informate, ma, per concludere, ricordate sempre che in finanza non esistono pasti gratis. Non abbiate mai timore di chiedere al vostro consulente ciò che non capite o non sapete e, se nemmeno dopo le spiegazioni la proposta che vi è stata fatta non vi convince, non sottoscrivetela.
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